01.08.2009,15:10 - Gerardo Maffei: Oggi si valuta una persona solo in base a quanto produce o a quanto appare....

Dopo il grande successo di ArtTalkShow al Kiron Espace di Parigi, abbiamo deciso di intervistare uno dei protagonisti della serata: Gerardo Maffei, attore, regista e drammaturgo italiano. Ci ha colpito questa sua frase "oggi si valuta una persona solo in base a quanto produce o a quanto appare. In questa vita frenetica, e in questo circo imposto da usi e costumi del consumismo, si è perso di vista l’essere. Viviamo in un mondo grigio, privo di colori, in una società malata dove è impossibile esprimersi per quello che siamo. Ho scelto Parigi per questo: per continuare strenuamente ad essere me stesso, senza condizionamenti.

 


Dopo il grande successo di ArtTalkShow al Kiron Espace abbiamo deciso di intervistare uno dei protagonisti della serata: Gerardo Maffei, attore, regista e drammaturgo italiano. 

ITALIANIALLESTERO.TV: Gerardo, perché hai scelto Parigi come tua nuova residenza artistica? 

Ancora non lo so esattamente. Credo che molto sia dipeso da “Memorie di Barry Lyndon”, la mia ultima fatica teatrale. L’essermi calato nei panni di Redmond Barry Lyndon, mi ha obbligato a compiere una riflessione a trecentosessanta gradi sulla mia vita, sui miei ideali e sulla società… E ho deciso semplicemente di prendermi una pausa per ritrovare me stesso… Questo mi capita ciclicamente ogni dieci anni .Rimetto tutto in discussione e cerco di capire chi sono. 

ITALIANIALLESTERO.TV: Perché affermi che il personaggio di Barry Lyndon è stato decisivo per la tua fuga dall’Italia?

Memorie di Barry Lyndon è la storia di un uomo come tanti altri, che sperimenta ben presto la disonestà intellettuale degli uomini. Dopo molte delusioni decide, inconsapevolmente, di diventare cattivo. Abbandonando i propri ideali e i propri sogni. A tale proposito ho avuto modo di definire la mia generazione una non-generazione: “la me generation, formata dagli individualisti per eccellenza, che hanno messo esclusivamente al centro della propria esistenza il proprio io e la soddisfazione immediata di ogni bisogno”. Oggi si valuta una persona solo in base a quanto produce o a quanto appare. In questa vita frenetica, e in questo circo imposto da usi e costumi del consumismo, si è perso di vista l’essere. Viviamo in un mondo grigio, privo di colori, in una società malata dove è impossibile esprimersi per quello che siamo.
Ho scelto Parigi per questo: per continuare strenuamente ad essere me stesso, senza condizionamenti. 

ITALIANIALLESTERO.TV: Come ritieni che sia dal punto di vista teatrale la situazione in Italia in questo momento?

Credo che ci siano moltissimi problemi, che tutti conosciamo: la lentezza della macchina burocratica l’influenza della politica, un mancato ricambio generazionale, in generale una gerontocrazia che non permette ai giovani di emergere e di realizzare ed esibire in tempi brevi il proprio talento. Penso che l’Italia sia soprattutto vittima di una profonda involuzione culturale, e che il teatro debba essere luogo privilegiato dove continuare a pensare e a riflettere sui cambiamenti della nostra società. I teatri non possono continuare ad esistere come meri ocntenitori di spettacoli, ma dovrebbero essere un luogo di aggregazione culturale. . 

ITALIANIALLESTERO.TV: Quali sono i tuoi progetti futuri?

Inanzitutto vorrei continuare insieme ad Alessandro Berni e Misha Capnist Munich l’esperienza di ArtTalkShow, che mi ha molto divertito. A tale proposito desidero ringraziare Mario Martino e Daniela Marsault, (rispettivamente presidente e responsabile amministrativa e commerciale di Kiron Espace) che mi hanno coraggiosamente sostenuto in questo folle progetto. Per il futuro il mio primo obbiettivo è quello di trovare una casa a Parigi dove poter realizzare i miei progetti.Vorrei continuare ad occuparmi nella fattispecie di drammaturgia contemporanea, come ho sempre fatto. In Italia ,ad esempio, con il mio “Fool for Love”, ho riportato dopo vent’anni sui palcoscenici uno straordinario autore americano ingiustamente dimenticato come Sam Shepard. In Francia mi piacerebbe scoprire e valorizzare i veri talenti della drammaturgia italiana,che spesso e ingiustamente non riescono a trovare spazio e visibilità nel nostro Paese.

Mauro Torta per ITALIANIALLESTERO . TV


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